Ad aprile 2026 la polizia spagnola ha smantellato a Granada una rete che aveva truffato circa 300 persone per oltre 400.000 euro. All'origine c'era una dipendente di un negozio di telefonia che copiava le carte d'identità dei clienti. Due telefoni sequestrati contenevano più di 1.000 foto di documenti d'identità, usate per ottenere SIM prepagate e poi crediti al consumo. «Casi nadie es consciente de que con su DNI se pueden hacer este tipo de negocios», quasi nessuno si rende conto che con la propria carta d'identità si possono fare affari del genere, ha commentato il capo della polizia provinciale di Granada, Rafael Rodríguez (Vozpópuli).
La Spagna è probabilmente il paese europeo in cui la fotocopia della carta d'identità, il DNI, fa più discutere. L'autorità per la protezione dei dati ha preso posizione e ha sanzionato, e il paese ha introdotto un'alternativa digitale. Il tutto su uno sfondo contraddittorio: lo Stato stesso pretende dai viaggiatori sempre più dati.
Cosa dice l'autorità spagnola per la protezione dei dati?
L'AEPD, l'omologa del Garante privacy italiano o della CNIL francese, risponde senza giri di parole: «No, generalmente no es necesario proporcionar una copia del DNI para realizar una contratación», in generale non è necessario fornire una copia del DNI per stipulare un contratto. L'identità si può verificare in altri modi, per esempio con una firma elettronica. Eccezione importante: una normativa di settore può imporre la copia, come le regole antiriciclaggio, che si applicano tra l'altro alle banche (AEPD). Stessa regola per esercitare i propri diritti sui dati (accesso, cancellazione e così via): di norma niente copia del DNI, salvo ragionevoli dubbi sull'identità di chi fa la richiesta (AEPD).
Il suo servizio giuridico va oltre. In un parere del 2023 sui corrieri che fotografano il DNI alla consegna di un pacco, di una SIM o di un telefono, conclude che chiedere il DNI e farne copia sarebbe «en principio, un tratamiento excesivo», in linea di principio un trattamento eccessivo, che non può essere introdotto in modo sistematico ma va valutato caso per caso (AEPD, relazione 0048/2023). A giugno 2025 l'AEPD ha chiarito che le strutture ricettive non possono pretendere la copia del documento d'identità: sul posto «bastaría con una verificación visual del documento», basterebbe una verifica visiva del documento; una copia «no permite verificar con certeza la identidad de la persona que lo remite», non permette di verificare con certezza l'identità di chi la invia (AEPD). Per il check-in online suggerisce un certificato digitale, il confronto con il mezzo di pagamento o un codice inviato via SMS o email.
Ci sono state sanzioni?
Sì. Tra i casi ricordati dal sito di fact-checking Maldita.es (Maldita.es) e dalla stampa specializzata:
- l'operatore Orange, 100.000 euro a giugno 2022: un corriere aveva fotografato il DNI di un cliente durante una consegna;
- un hotel, 30.000 euro nel 2022, per aver scansionato per intero la pagina anagrafica del passaporto di un ospite (Andersen);
- un'azienda, 20.000 euro ad aprile 2023, che si era rifiutata di cancellare i dati di un cliente perché questi non le forniva la copia del DNI richiesta;
- un'impresa di riparazioni, 11.000 euro a marzo 2024: un dipendente aveva fotografato il DNI di un cliente con il proprio telefono personale.
Attenzione ai titoli che dall'estate 2026 annunciano «nuove multe fino a 100.000 euro»: secondo Maldita.es, che ha interpellato l'AEPD, nessuna regola è cambiata e l'importo non è fissato dalla legge, perché l'Agenzia valuta ogni caso. La logica invece è costante: la copia di un documento d'identità è lecita solo se necessaria, e quasi sempre basta una semplice verifica.
Che cos'è MiDNI?
È il DNI nel telefono. Il Real Decreto 255/2025 del 1° aprile 2025 ha creato una versione digitale della carta d'identità, il cui uso «tendrá la misma eficacia jurídica a efectos de identificación», avrà la stessa efficacia giuridica ai fini dell'identificazione. Tutti i soggetti pubblici e privati devono riconoscere il DNI, e gli enti del settore pubblico e privato avevano dodici mesi per adottare le misure necessarie al corretto funzionamento della versione digitale (BOE, Real Decreto 255/2025).
Il suo pregio è la minimizzazione. L'app permette di scegliere cosa mostrare, su tre livelli (Ministero dell'Interno spagnolo):
- DNI Edad (età): foto, nome e indicazione della maggiore età;
- DNI Simple: foto, nome e cognomi, sesso, validità del documento (il portale MiDNI aggiunge la data di nascita);
- DNI Completo: tutti i dati del documento fisico.
Chi verifica scansiona un QR code generato dalla Polizia nazionale, valido per poco tempo; i dati compaiono per qualche istante e non restano memorizzati sul suo telefono. MiDNI funziona solo in presenza e con una connessione dati: non serve per identificarsi online né per firmare, non è un documento di viaggio e non vale fuori dalla Spagna (MiDNI).
Sulla carta, l'accettazione è obbligatoria dal 2 aprile 2026, come il Ministero dell'Interno ha confermato il giorno prima. Nei fatti non è prevista alcuna sanzione specifica e, pochi giorni prima della scadenza, l'80% di hotel e negozi non era in grado di leggerlo, secondo uno studio di Logalty ripreso dalla stampa (Xataka Móvil). Per approfondire l'identità digitale europea, vedi Arriva il portafoglio europeo di identità digitale.
E lo Stato spagnolo, raccoglie meno dati?
No, ed è questo il paradosso: il registro dei viaggiatori. Dal 2 dicembre 2024 il Real Decreto 933/2021 impone alle strutture ricettive (hotel, campeggi, affitti brevi, ma anche piattaforme e operatori che fanno da intermediari) e ai noleggiatori di veicoli di registrare e trasmettere al Ministero dell'Interno molti più dati di prima: fino a 42 campi per cliente secondo il settore alberghiero, contro i 9 precedenti (il governo ne conta solo 13 obbligatori), compreso il mezzo di pagamento, e di conservarli per tre anni (BOE, Real Decreto 933/2021, Economist & Jurist). Associazioni di consumatori, tra cui l'OCU, e operatori del turismo ne hanno chiesto la sospensione (OCU). Il 4 giugno 2026 la Commissione europea ha aperto una procedura d'infrazione contro la Spagna: ritiene eccessive alcune categorie di dati, tra cui quelli di pagamento, e sproporzionata la conservazione per tre anni (Xataka). Il decreto resta in vigore.
Lo Stato che chiede alle imprese di non fotocopiare il DNI impone loro, nello stesso momento, una raccolta di dati su larga scala.
E per aprire una società in Spagna?
La costituzione è in gran parte digitale: il fascicolo elettronico unico viene trasmesso dal sistema CIRCE agli enti interessati e, con statuti standard, la legge prevede un appuntamento per la firma dal notaio entro dodici ore lavorative e l'iscrizione al registro delle imprese entro sei ore lavorative (BOE, legge 14/2013). Dalla legge «Crea y Crece» del 2022, una società a responsabilità limitata si può costituire con un capitale di 1 euro (BOE, legge sulle società di capitali, art. 4). Le società comunicano poi con la pubblica amministrazione per via elettronica, di solito con un certificato digitale di rappresentante, che costa 14 euro IVA esclusa per due anni (FNMT). Il percorso francese è descritto in Aprire una società in Francia: i documenti.
La Gazzetta ufficiale del registro delle imprese (BORME) pubblica le nomine degli amministratori con il solo nome. Eppure il numero di DNI non è assente: nell'edizione di Madrid del 16 ottobre 2026 lo abbiamo trovato in chiaro in annotazioni libere, per esempio quando un amministratore sostituisce il proprio numero di identificazione per stranieri con un numero di DNI (BORME).
Cosa può trarne un imprenditore che lavora con la Francia?
La copia di una carta d'identità non è innocua. Il caso di Granada lo dimostra: un migliaio di foto di documenti d'identità è bastato per ottenere crediti a nome di 300 persone. Anche in Francia i documenti d'identità rubati servono ad aprire conti (vedi Aprire un conto aziendale in Francia senza inviare tutto).
Chiedetevi se una copia è davvero necessaria. La dottrina spagnola applica il principio di minimizzazione del GDPR, che vale anche in Francia. Mostrare il documento di persona, verificarlo con un'app o usare un'attestazione d'identità monouso è meglio di una fotocopia.
Quando la copia è inevitabile, marcatela. Una filigrana che indica destinatario, finalità e data rende la copia più difficile da riutilizzare altrove. Lo Stato francese lo raccomanda (vedi Perché mettere una filigrana sulla carta d'identità); Filigrana PDF la aggiunge nel vostro browser, senza caricare la carta. Se avete solo una foto, convertitela prima con JPG in PDF.
PDFKami non verifica l'identità e non sostituisce né MiDNI né France Identité, l'app d'identità dello Stato francese; serve a preparare e marcare le copie che si devono inviare.
Glossario
DNI (Documento Nacional de Identidad): la carta d'identità nazionale spagnola.
AEPD (Agencia Española de Protección de Datos): l'autorità spagnola per la protezione dei dati personali.
MiDNI: l'app ufficiale della Polizia nazionale spagnola che permette di mostrare il DNI sul telefono, condividendo solo i dati necessari.
Minimizzazione dei dati: principio del GDPR secondo cui si raccolgono solo i dati strettamente necessari.
CIRCE: sistema elettronico spagnolo per la costituzione d'impresa, che trasmette un fascicolo unico agli enti interessati.
BORME (Boletín Oficial del Registro Mercantil): la gazzetta ufficiale in cui vengono pubblicati gli atti iscritti nel registro delle imprese spagnolo.
Mettete una filigrana sulla copia del documento d'identità che non potete evitare di inviare: PDFKami, nel vostro browser.