Per prendere in affitto un appartamento, aprire un conto, fare il check-in in hotel o iscriverti in palestra, nel 2026 mandi ancora la foto della tua carta d'identità. Quella copia finisce in una casella di posta, in una cartella condivisa, su un server, e lì resta. Ogni tanto una fuga di dati mostra dove va a finire, e il caso degli hotel italiani lo ricorderai: nel 2025 da una decina di strutture sono state sottratte decine di migliaia di scansioni di passaporti e carte d'identità (Clubic).
L'Unione europea ha una risposta in arrivo: il portafoglio europeo di identità digitale, o EUDI Wallet. Ogni Stato membro deve offrirne uno entro la fine del 2026, e l'Italia non fa eccezione: queste regole ti riguardano direttamente. Segnerà la fine delle scansioni dei documenti? In parte, e non subito. Come esempio di uno Stato membro alle prese con i preparativi prendiamo la Francia; la situazione italiana la trovi nel riquadro più sotto.
Che cos'è il portafoglio europeo di identità digitale?
È un'app per smartphone che contiene attestati digitali firmati dalle autorità pubbliche: identità, patente di guida e, in prospettiva, titoli di studio o prestazioni sociali. È previsto dal regolamento europeo eIDAS 2, adottato nell'aprile 2024 (EUR-Lex).
La sua promessa principale sta in due parole: divulgazione selettiva. Invece di mandare l'intera carta d'identità, trasmetti solo l'informazione richiesta («ho più di 18 anni», «abito a questo indirizzo»), firmata dall'autorità che la garantisce. Un sito che vende alcolici non ha bisogno di sapere come ti chiami, e nemmeno la tua data di nascita: gli basta sapere che sei maggiorenne. Il regolamento rende obbligatoria la divulgazione selettiva, vieta al fornitore del portafoglio di raccogliere informazioni sul suo utilizzo oltre lo stretto necessario e prevede che le transazioni non possano essere tracciate o collegate senza l'autorizzazione dell'utente (EUR-Lex).
Quando arriva?
Il calendario discende dagli atti di esecuzione del regolamento, i primi dei quali sono entrati in vigore il 24 dicembre 2024 (EUR-Lex):
- fine 2026: ogni Stato membro deve fornire almeno un portafoglio a cittadini, residenti e imprese entro 24 mesi da quegli atti, cioè intorno al 24 dicembre 2026. La Commissione europea ne annuncia il lancio per la fine del 2026 (Commissione europea);
- fine 2027: 36 mesi dopo gli stessi atti, le aziende private che per legge o per contratto devono usare l'autenticazione forte dei clienti (banche e servizi finanziari, energia, telecomunicazioni, sanità, trasporti, istruzione…) dovranno accettarlo quando l'utente chiede di usarlo. Microimprese e piccole imprese sono esentate (EUR-Lex).
Dovranno accettarlo anche i servizi pubblici online che richiedono l'identificazione elettronica, così come le piattaforme online di dimensioni molto grandi che chiedono ai loro utenti di autenticarsi (su richiesta, e solo per i dati necessari). Per questi due obblighi il regolamento non fissa una scadenza specifica.
L'uso resterà volontario, e gratuito per i cittadini: chi non usa il portafoglio non deve subire limitazioni né svantaggi nell'accesso ai servizi pubblici e privati.
A che punto è la Francia?
La Francia dà un'idea di dove sia arrivato uno Stato membro. Parte da una base solida: France Identité, l'app di identità digitale dello Stato francese, designata come futuro portafoglio digitale del paese (France Identité). Il 1° ottobre 2026 il ministero dell'Interno francese contava oltre 5 milioni di utenti, con 1,7 milioni di patenti digitali, più di un milione di carte di circolazione (cartes grises) e più di un milione di cartes Vitale (la tessera sanitaria francese) dematerializzate attivate nell'app (ministero dell'Interno francese). France Titres (l'ex ANTS, l'agenzia che rilascia i documenti sicuri francesi), che gestisce l'app, coordina due dei progetti pilota europei, prima POTENTIAL e poi APTITUDE (France Identité), e la Francia è tra i primi paesi, insieme all'Italia, a sperimentare l'app di verifica dell'età proposta dalla Commissione (Commissione europea).
Il calendario francese, però, resta vago. Il ministero non ha annunciato una data di lancio del portafoglio europeo vero e proprio. Goodflag, società francese di firma elettronica e tra i firmatari di un protocollo d'intesa concluso con France Titres il 5 febbraio 2026, parla di un «lancio ufficiale» nel corso del 2027 (Goodflag). Secondo un censimento indipendente, a inizio ottobre nessun portafoglio aveva ancora ottenuto la certificazione europea, France Identité compresa (openideurope.eu).
E in Italia? Da noi la strada passa per IT-Wallet, il portafoglio digitale pubblico integrato nell'app IO: lo fornisce PagoPA, la società che gestisce l'app, e il progetto è coordinato dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio. Dal 4 dicembre 2024 chi è maggiorenne e ha i documenti in corso di validità può aggiungervi, gratis e su base volontaria, la versione digitale della patente, della tessera sanitaria (che vale anche come tessera europea di assicurazione malattia) e della Carta europea della disabilità, che hanno lo stesso valore legale degli originali in specifici contesti d'uso, per ora le verifiche dal vivo (la patente, per esempio, a un controllo delle forze dell'ordine); l'uso online è previsto «in futuro» (Dipartimento per la trasformazione digitale, app IO). Il decreto del 19 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 agosto, prevede che da quella data l'IT-Wallet pubblico sia reso disponibile con un rilascio graduale delle funzionalità (Gazzetta Ufficiale), e il Dipartimento spiega che il sistema sarà aggiornato progressivamente fino al pieno adeguamento alle nuove regole eIDAS e all'architettura del portafoglio europeo, senza indicare una data per questo passaggio (Dipartimento per la trasformazione digitale).
Si può già evitare di mandare una scansione?
In Francia sì, in alcuni casi. Dal 2024 France Identité permette di generare un'attestazione d'identità monouso (justificatif d'identité à usage unique): un documento firmato dal ministero dell'Interno francese, di cui scegli il destinatario, la durata di validità e, se vuoi, il motivo (service-public.fr). Finora ne sono state generate più di un milione (ministero dell'Interno francese). Il destinatario resta libero di accettarla o meno. Bisogna essere maggiorenni, avere la nuova carta d'identità francese in formato carta di credito, rilasciata dal 2021, e uno smartphone compatibile (France Identité).
Il portafoglio risolve tutto?
No, per tre motivi.
Non tutti lo avranno. In Francia richiede la nuova carta d'identità e uno smartphone compatibile. Cinque milioni di utenti sono tanti, ma sono ancora lontani dall'intera popolazione.
Non tutti lo accetteranno. L'obbligo del 2027 riguarda settori precisi. I privati che affittano casa, i piccoli hotel, le associazioni o i datori di lavoro non vi sono soggetti, e continueranno a chiedere copie. Anche dove l'obbligo si applica, il portafoglio si affianca agli altri metodi senza sostituirli: una banca potrà continuare a chiedere una foto del documento e un selfie a chi non lo usa.
La tutela della privacy è ancora in discussione. Nel 2025 l'autorità spagnola per la protezione dei dati ha fatto notare che i formati di attestato allo studio si basano su firme che permettono di collegare tra loro le diverse presentazioni di uno stesso attestato (AEPD). A marzo 2026 una decina di organizzazioni per i diritti digitali e dei consumatori, tra cui EDRi e il Chaos Computer Club, hanno pubblicato una lettera aperta secondo cui le bozze degli atti di esecuzione indebolivano le garanzie contro il tracciamento (epicenter.works).
Cosa fare nel frattempo?
Finché il portafoglio non sarà disponibile e accettato, le regole di prudenza restano le stesse.
Consegna solo ciò che è richiesto. In Francia, per esempio, i documenti che un locatore può chiedere a un aspirante inquilino sono fissati per decreto: un solo documento d'identità, e niente estratti conto, carte Vitale o livret de famille (il libretto di famiglia che in Francia si riceve con il matrimonio o la nascita di un figlio), pena una multa (service-public.fr, CNIL, LegalPlace). È il principio di minimizzazione del GDPR, il regolamento europeo che vale anche in Italia: raccogliere solo «lo stretto necessario» (LegalPlace). Il dossier di affitto francese lo spieghiamo nel dettaglio in Affittare in Francia con DossierFacile.
Usa l'attestazione monouso di France Identité, se hai l'app e il destinatario la accetta.
Altrimenti, metti una filigrana sulla copia con destinatario, motivo e data, come raccomandano la CNIL, l'autorità francese per la protezione dei dati, e Cybermalveillance.gouv.fr, il portale pubblico francese di assistenza alle vittime di attacchi informatici. Il servizio pubblico francese FiligraneFacile lo fa online; Filigrana PDF di PDFKami lo fa direttamente nel tuo browser, senza inviare il documento. Ti spieghiamo perché in Perché mettere una filigrana sulla carta d'identità.
Glossario
EUDI Wallet: il portafoglio europeo di identità digitale, previsto dal regolamento eIDAS 2.
eIDAS 2: regolamento (UE) 2024/1183, che modifica il regolamento eIDAS del 2014 sull'identificazione elettronica e i servizi fiduciari.
Divulgazione selettiva: la possibilità di trasmettere una sola informazione precisa (età, indirizzo) invece di un intero documento.
Attestato elettronico: informazione digitale firmata da un'autorità (identità, patente, titolo di studio).
Attestazione d'identità monouso: PDF firmato dal ministero dell'Interno francese, generato con France Identité per un destinatario e una durata determinati.
Minimizzazione: principio del GDPR secondo cui vanno raccolti solo i dati necessari.