Ogni settembre in Francia, alla rentrée — quando ripartono la scuola e il lavoro — si ripete la stessa scena: una visita, dieci candidati e un dossier di affitto da mandare «entro stasera». I documenti sono sparsi ovunque: un avviso d'imposta in PDF, buste paga scaricate, la foto di una carta d'identità, un contratto di lavoro scansionato storto. E tutto sta per partire verso un'agenzia immobiliare che non conosci, o verso un privato trovato tramite un annuncio. DossierFacile, il servizio gratuito dello Stato francese per mettere insieme il dossier con cui prendere in affitto una casa in Francia, è nato proprio per questo.
Ecco cosa chiede, cosa fa dei tuoi documenti e perché l'unico passaggio che non fa al posto tuo — prepararli — conviene farlo sul tuo computer, non su un sito di conversione.
Cos'è DossierFacile
Un servizio pubblico gratuito, promosso dal ministero francese competente per le politiche abitative e incubato da beta.gouv.fr, l'incubatore di servizi digitali del governo francese, accessibile su dossierfacile.logement.gouv.fr. Carichi i tuoi documenti; degli operatori li verificano (leggibilità, coerenza, completezza); il dossier convalidato riceve un bollino di certificazione e un link da mandare a proprietari e agenzie, senza dover rispedire i file a ogni candidatura.
Due cose lo distinguono da una semplice condivisione di file:
- La filigrana automatica. Tutti i documenti caricati vengono marcati «destiné à la location immobilière exclusivement» (destinato esclusivamente alla locazione immobiliare): è da questa pratica che è nato FiligraneFacile, il servizio di filigrana per tutti gli usi dello Stato francese (DossierFacile). Un documento uscito da DossierFacile non serve a nulla per aprire un conto o chiedere un prestito.
- La verifica umana. Un dossier certificato è un dossier che un operatore ha giudicato conforme. Per il proprietario è tempo risparmiato; per te, un vantaggio sui dossier messi insieme alla buona.
Cosa chiede
La base è quella di qualsiasi dossier di affitto in Francia, regolata da un decreto del 2015 (il decreto n. 2015-1437 del 5 novembre 2015) che elenca in modo tassativo ciò che un proprietario può pretendere:
- Identità: un documento d'identità in corso di validità, fronte e retro.
- Domicilio: le ultime tre ricevute del canone (quittances de loyer) se sei in affitto, una dichiarazione di chi ti ospita (attestation d'hébergement), oppure l'ultimo avviso della taxe foncière — l'imposta francese sugli immobili, simile all'IMU italiana — se la casa è tua.
- Situazione professionale: contratto di lavoro o attestazione del datore di lavoro, tesserino universitario, estratto Kbis (l'equivalente francese della visura camerale), e così via.
- Redditi: le ultime tre buste paga, l'ultimo avis d'imposition (l'avviso con cui ogni anno il fisco francese comunica l'imposta sul reddito) e i giustificativi di eventuali altri redditi.
- Gli stessi documenti per ogni garante (garant): la persona che si impegna a pagare l'affitto se tu non puoi.
Ogni documento è un file; ogni file deve essere leggibile per intero, nel verso giusto e ragionevolmente leggero.
Se arrivi dall'estero — per un trasferimento di lavoro, per studiare o per ricominciare da capo — puoi usare anche tu DossierFacile, ma metti in conto qualche traduzione. Le pagine di aiuto del servizio dicono che un avviso d'imposta straniero è accettato purché sia tradotto in francese, e una busta paga straniera se è comprensibile o accompagnata da una dichiarazione sull'onore che spiega la retribuzione (aiuto DossierFacile: avviso d'imposta straniero, redditi). Non serve un traduttore giurato: puoi tradurre tu stesso i punti essenziali, direttamente sul documento, con gli importi convertiti in euro — DossierFacile suggerisce persino di stampare i documenti, scriverci a mano traduzioni e conversioni e poi fotografarli (aiuto DossierFacile: traduzione semplificata). Non è una particolarità di DossierFacile ma la regola di ogni dossier di affitto in Francia: le copie devono essere redatte o tradotte in francese, con gli importi in euro, e una carta d'identità, un passaporto o una patente stranieri con foto valgono come documento d'identità (service-public.fr).
Non hai ancora un avis d'imposition francese? Nel modulo c'è l'opzione «Vous n'avez pas d'avis d'impôt» (non hai un avviso d'imposta), in cui scegli la tua situazione (aiuto DossierFacile). E se hai un visto, sappi che da solo non basta come documento d'identità: va accompagnato dal passaporto, come la ricevuta di una prima domanda di permesso di soggiorno (aiuto DossierFacile: permesso di soggiorno).
Il garante è spesso lo scoglio. La guida di DossierFacile per gli studenti stranieri lo dice senza giri di parole: alcuni proprietari accettano un garante che vive all'estero, ma resta raro; propone piuttosto Visale, oppure una garanzia bancaria, cioè una somma depositata presso una banca francese a copertura di eventuali affitti non pagati (DossierFacile). Anche l'avviso d'imposta di un garante straniero va tradotto in francese (aiuto DossierFacile). Visale è una garanzia di Action Logement, un ente francese per l'alloggio, che ti fa da garante gratuitamente coprendo affitti non pagati e danni all'immobile. È aperta a chiunque abbia dai 18 ai 30 anni compresi, qualunque sia la sua situazione, e oltre i 30 anni ai dipendenti del settore privato, a certe condizioni: per esempio entro sei mesi dall'assunzione o da un trasferimento nella stessa azienda o nello stesso gruppo. Quanto a cittadinanza e residenza, chi risiede nell'UE, nello SEE, in Svizzera, ad Andorra, a Monaco o a San Marino non ha bisogno di un permesso di soggiorno, e agli studenti dell'UE si chiedono tesserino universitario e passaporto. Gli studenti extra-UE devono avere un visto per soggiorno di lunga durata che vale come permesso di soggiorno con la dicitura «étudiant» (o un passaporto talento), oppure un permesso di soggiorno per studio, e non possono fare domanda prima della data di inizio del visto; gli altri richiedenti extra-UE devono avere un permesso di soggiorno valido o un visto che vale come autorizzazione al lavoro (Visale, fino a 30 anni, oltre i 30 anni, requisiti di cittadinanza e residenza). DossierFacile elenca Visale tra gli organismi di garanzia che puoi aggiungere al tuo dossier (aiuto DossierFacile).
E in Italia? Non abbiamo trovato, sul sito del Garante per la protezione dei dati personali, indicazioni specifiche su quali documenti un locatore possa chiedere a un aspirante inquilino, né un servizio pubblico italiano che verifichi e certifichi il dossier come fa DossierFacile. Vale però il quadro generale del GDPR, il regolamento europeo che si applica in Italia come in Francia: il Garante ricorda che ogni trattamento di dati personali deve rispettarne i principi, tra cui la minimizzazione — i dati devono essere adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità del trattamento — e la limitazione della conservazione, cioè non vanno tenuti più a lungo di quanto serve (Garante privacy, testo del GDPR). Sono punti di riferimento, non una guida: per le regole che valgono dove prendi casa in affitto, consulta il Garante o le autorità del tuo paese.
Il passaggio che nessuno fa al posto tuo: la preparazione
DossierFacile verifica e applica la filigrana. Non raddrizza una foto storta, non toglie le pagine inutili da un contratto di venti pagine, non trasforma uno screenshot in un PDF pulito, non comprime una scansione da 8 MB. Un dossier respinto per «documento illeggibile» o «documento incompleto» torna in coda: giorni persi in piena stagione.
Ed è qui che molti sbagliano: per «ripulire» i documenti passano dal primo convertitore online che trovano. Risultato: carta d'identità, buste paga e avviso d'imposta — il kit completo per un furto d'identità — finiscono sui server di un sito commerciale prima di arrivare, filigranati, al servizio dello Stato. Tutta la protezione di DossierFacile scatta dopo che il rischio è già stato corso.
La preparazione va fatta sul tuo computer. Con PDFKami tutto avviene nel browser, senza inviare nulla:
- Foto → PDF. Carta d'identità, ricevute dell'affitto fotografate: JPG in PDF, in modalità A4, con l'immagine centrata. Un documento per file.
- Pagine di troppo. Un contratto di lavoro di quindici pagine di cui l'agenzia vuole solo la prima e l'ultima: Eliminare pagine. Mandi meno, quindi esponi meno.
- Orientamento. Una pagina capovolta è un motivo di rifiuto frequente: Ruotare PDF.
- Peso. Una scansione pesante rallenta tutto e può superare i limiti: Comprimere PDF, livello Medio.
- Raggruppare, solo se è il destinatario a chiederlo: Unire PDF. DossierFacile preferisce un documento per file.
- Analizzare, se un documento arriva da terzi (un'attestazione ricevuta via email): Analizzare un PDF prima di inserirlo.
Puoi fare tutto questo in modalità aereo. Non parte nulla finché non decidi di caricare i file su DossierFacile.
E quando il proprietario non vuole DossierFacile
Succede: un'agenzia con il suo portale, un privato che vuole «i PDF via email». In quel caso DossierFacile non ti protegge più, e la filigrana diventa compito tuo. Applicala tu stesso, in locale, con Filigrana PDF — uso, destinatario, data — su ogni documento, prima di qualsiasi invio. Spieghiamo cosa scrivere e perché in Perché mettere una filigrana sulla carta d'identità.
E due regole che DossierFacile ricorda: non mandare mai i tuoi documenti a qualcuno della cui identità non sei certo, e diffidare degli annunci troppo belli per essere veri che chiedono il dossier prima della visita — è il modo preferito dai ladri d'identità per raccoglierli (beta.gouv.fr).