PDF Kami Hosting in Europa

Blog

Proteggere un PDF con password: cosa protegge davvero

Un PDF può avere due password, e solo una cifra davvero il contenuto. Restrizioni aggirabili con un clic, vecchie crittografie violate, una data di nascita indovinata in una frazione di secondo: quanto vale la protezione di un PDF, numeri alla mano, e come farla bene.

«La password è la tua data di nascita». È la frase che accompagna estratti conto, certificati e buste paga inviati via e-mail in tutto il mondo. Rassicura il mittente, che ha «protetto» il documento, e il destinatario, che lo riceve «sicuro». Non protegge quasi nulla.

Non è colpa del PDF. Il formato sa cifrare un documento in modo molto solido. Ma offre anche protezioni che protezioni non sono, e lascia a chiunque la libertà di scegliere una password troppo corta. Per sapere quanto vale davvero un PDF protetto, bisogna distinguere tre cose: i due tipi di password, l'algoritmo di crittografia e la robustezza della password stessa.

Perché un PDF ha due password?

Un PDF può averne due, con ruoli molto diversi.

La password di apertura (detta «utente») cifra davvero il contenuto. Senza di essa il file è illeggibile: le sue pagine non sono che una sequenza di byte incomprensibili.

La password delle autorizzazioni (detta «proprietario») serve a vietare la stampa, la copia del testo o la modifica. Ma questi divieti sono solo istruzioni rivolte al software che apre il file. La documentazione di qpdf, uno strumento di riferimento per manipolare i PDF, non lascia dubbi: non esiste «fondamentalmente alcun modo di impedire a un'applicazione di ignorare le restrizioni di sicurezza di un file», che sono applicate «unicamente dal software» (qpdf). Se il PDF non ha una password di apertura, chiunque può ottenerne una copia senza restrizioni, con un solo comando o tramite numerosi servizi online.

I due lucchetti di un PDF: la password di apertura cifra il contenuto e protegge davvero se è lunga; la password delle autorizzazioni è solo un'istruzione data al lettore PDF, che molti software ignorano

Un PDF «protetto contro la copia» è quindi protetto solo contro gli utenti che non sanno che quella protezione si può ignorare. Per un documento riservato, conta solo la password di apertura.

Tutte le crittografie si equivalgono?

No. Il formato PDF ha attraversato diverse generazioni di crittografia, e le più vecchie sono state violate (Adobe, qpdf):

I software recenti usano in genere l'AES-256 revisione 6. Ma un PDF prodotto da un vecchio software, o da uno strumento che propone ancora la «compatibilità», può usare una crittografia obsoleta senza che l'utente lo sappia.

Quanto tempo serve per indovinare una password?

È qui che la data di nascita diventa un problema. Un attaccante che ha il file non ha bisogno di collegarsi a nulla: prova le password sulla propria macchina, alla velocità massima che questa consente. L'ANSSI, l'agenzia nazionale francese per la cybersicurezza, descrive con precisione questo tipo di attacco «offline», in cui l'attaccante «ha allora accesso a una potenza di calcolo potenzialmente molto elevata» (ANSSI).

Con lo strumento open source hashcat e una sola scheda grafica consumer recente, le misurazioni pubblicate danno circa 122 milioni di tentativi al secondo contro un PDF con RC4 a 128 bit, 22 miliardi contro l'AES-256 di Acrobat 9 e 427.000 contro l'AES-256 revisione 6 (benchmark hashcat, RTX 4090). Ne abbiamo ricavato alcuni ordini di grandezza:

Password Combinazioni AES-256 (revisione 6) RC4 a 128 bit
Data di nascita (GGMMAAAA) ~36.500 meno di un secondo istantaneo
8 lettere minuscole ~200 miliardi ~6 giorni ~30 minuti
8 caratteri (maiuscole, minuscole, cifre) ~218.000 miliardi ~16 anni ~3 settimane
12 caratteri misti ~10²³ miliardi di anni milioni di anni

Calcoli per una sola scheda grafica; un attaccante può metterne al lavoro decine. Le date di nascita, inoltre, sono spesso note o facili da trovare.

La conclusione è semplice: una crittografia forte non serve a nulla con una password facile da indovinare. Una data di nascita vale una quindicina di bit di entropia; la CNIL, l'autorità francese per la protezione dei dati, raccomanda almeno 80 bit, per esempio dodici caratteri che mescolano maiuscole, minuscole, cifre e caratteri speciali, oppure una passphrase di almeno sette parole (CNIL). L'ANSSI aggiunge che è «spesso più efficace allungare una password che cercare di renderla più complessa».

Un PDF cifrato può trapelare in altro modo?

Sì, ed è meno noto. Nel 2019 alcuni ricercatori dell'Università della Ruhr di Bochum e dell'Università di scienze applicate di Münster hanno dimostrato che un attaccante in grado di intercettare e modificare un PDF cifrato poteva, senza conoscere la password, fare in modo che il contenuto decifrato gli venisse inviato nel momento in cui la vittima lo apriva. I 27 lettori PDF testati erano tutti vulnerabili, tra cui Acrobat, Foxit, Chrome e Firefox (Università della Ruhr, PDF Insecurity). La causa: la crittografia PDF non verifica l'integrità del contenuto. Diversi produttori, tra cui Adobe, Apple e Google, hanno poi corretto i loro software; altri no, e la debolezza sta nel formato stesso.

Lo stesso gruppo ha dimostrato nel 2020 e nel 2021 che le firme e le certificazioni dei PDF potevano, in molti lettori, essere aggirate per mostrare un contenuto diverso da quello firmato (PDF Insecurity). Un PDF non è una cassaforte; è un formato di documento, dotato di una serratura.

Come proteggere bene un PDF?

Per un'azienda che invia buste paga, estratti conto o fascicoli dei clienti, non è solo una questione di buone pratiche. Il GDPR impone di «mettere in atto misure di sicurezza tecniche e organizzative adeguate per proteggere i dati personali da qualsiasi perdita, alterazione, accesso non autorizzato o divulgazione» (LegalPlace); le sanzioni amministrative possono arrivare al 4% del fatturato annuo o a 20 milioni di euro (LegalPlace). Un PDF protetto da una data di nascita non è una misura adeguata.

  1. Usa una password di apertura, non solo delle restrizioni.
  2. Scegli una password lunga: almeno dodici caratteri misti, o una passphrase. Mai una data di nascita, un numero cliente o un CAP.
  3. Controlla l'algoritmo: AES a 256 bit. Se il software propone la «compatibilità» con vecchie versioni di Acrobat, rifiutala.
  4. Trasmetti la password su un canale diverso da quello del file. La CNIL raccomanda di inviare il file cifrato via e-mail e la password per telefono o SMS (CNIL).
  5. Per più file, valuta un archivio cifrato, per esempio in formato 7z con AES-256, la cui derivazione della chiave è volutamente lenta (7-Zip).
  6. E prima di tutto, riduci. Il modo migliore per proteggere un'informazione è non inviarla. Elimina le pagine inutili, oscura ciò che non è necessario e aggiungi una filigrana che indichi il destinatario. Sono operazioni che si fanno in locale, senza alcun invio, con PDFKami: eliminare pagine, oscurare, filigranare.

Un'ultima avvertenza: non affidare un documento riservato a un sito online per cifrarlo. Per proteggerlo, lo trasmetti in chiaro a un terzo — esattamente ciò che la password doveva evitare. I software desktop (LibreOffice, Acrobat) e gli strumenti open source come qpdf cifrano in locale.

Glossario

Password di apertura (utente): la password che cifra il contenuto del PDF; senza di essa, il file è illeggibile.

Password delle autorizzazioni (proprietario): la password che fissa delle restrizioni (stampa, copia) applicate solo dai software che le rispettano.

RC4, AES: algoritmi di crittografia. L'RC4 è obsoleto; l'AES-256 è il riferimento attuale.

Attacco offline: prova sistematica di password su una copia del file, sulla macchina dell'attaccante, senza limiti al numero di tentativi.

Entropia: misura, in bit, della difficoltà di indovinare una password. Ogni bit in più raddoppia il numero di possibilità.

hashcat: software open source per il recupero delle password, usato dai professionisti della sicurezza per misurare la resistenza delle protezioni.

FAQ

Un PDF protetto da password è sicuro?

Solo se ha una password di apertura, una crittografia AES-256 e una password lunga. Le restrizioni di stampa o di copia, da sole, si aggirano facilmente.

Si può togliere la protezione a un PDF senza la password?

Le restrizioni (stampa, copia, modifica) sì, se il file non ha una password di apertura. La password di apertura, invece, va indovinata — cosa rapida se è corta o prevedibile.

Una data di nascita è una buona password per un PDF?

No. Offre circa 36.500 possibilità, provate in meno di un secondo, anche con la crittografia più robusta del formato.

Che lunghezza scegliere per la password?

La CNIL raccomanda l'equivalente di 80 bit di entropia, per esempio dodici caratteri misti o una passphrase di almeno sette parole.

Come inviare la password di un PDF?

Su un canale diverso da quello del file, per esempio per telefono o SMS se il file viaggia via e-mail, come raccomanda la CNIL.

Conviene cifrare un PDF su un sito online?

No. Il sito riceve il documento in chiaro prima di cifrarlo. Usa un software installato sul tuo computer.

Da leggere poi

← Tutti gli articoli